Danilo Ferrari  Danilo Ferrari, è nato nel 1984 e vive a Catania.

Si è laureato in Scienze dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Catania, con una tesi in Filosofia su “Diritti umani e dignità della persona”.

È giornalista dal 2007 e attore di Néon Teatro.

Il coraggio è una cosa”è il suo primo libro e anche il titolo dello spettacolo teatrale che lo vede protagonista con la regia di Monica Felloni.

Neon Edizioni

IL CORAGGIO È UNA COSA

di Danilo Ferrari

Così su due piedi, o meglio su quattro ruote, mi riesce difficile presentarmi con poche, significative, parole: mi chiamo Danilo Ferrari. Forse è un po’ poco per riuscire a immaginarmi, perciò aggiungo che la lingua che parlo è alquanto rara, fatta di segni trasmessi con gli occhi. Trovare questa modalità è stato naturale per me (affetto da tetraparesi spastico-distonica con assenza di linguaggio, la parentesi non è casuale ma nasce dal fastidio che mi crea pronunciare questa diagnosi, che ha sempre nascosto agli altri ciò che io veramente sono) ma non è stato altrettanto naturale per gli altri capirmi, perché non emetto suoni e non posso utilizzare le mani. Qualcuno però  ha creduto in me, perché ho già appeso alla parete della mia stanza un diploma e una laurea e sono un giornalista pubblicista.

Come avrete già capito ciò che mi piace di più fare è scrivere, dettando a qualcuno i miei pensieri oppure utilizzando il computer con puntatore ottico e questo è il mio primo libro.

Danilo Ferrari

L’unico mezzo di comunicazione dell’Autore è lo sguardo. Senza una parola, né scritta né orale, come essere sicuri che la sua comunicazione sia frutto della sua riflessione e non il risultato di una complicità, fatta magari di piccoli gesti? E una volontà “manipolatrice”, fosse magari a fin di bene? Come tradurre in parole l’esperienza dello stare di fronte a Danilo, l’esperienza del “capirlo”? Ciò che Danilo chiede è TEMPO, necessariamente dilatato, per essere compreso in quello che vuole esprimere, nell’intensità della comunicazione e nella sua complessità. Occorre entrare in altre possibilità di relazioni riguardo alla memoria, alla numerazione, all’intelligenza delle cose, alla divertita ironia. E cos’è affascinante in Danilo? Su questo non ho dubbi. La sua capacità di comunicare, il suo sguardo tenero e imperioso, eloquente.

Nel desiderio di sentirlo raccontare mi sono chiesta: come faccio? E gli ho dedicato tempo. Un investimento il cui bilancio (se un bilancio ha senso) è tutto a mio favore.

Maria Stella Accolla