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nèon - teatro
cover teatro

Negli spettacoli di Nèon l’attore opera il passaggio dall’essere individuo all’essere singolo, ossia si trasforma in artificio di sé facendosi altro: agente di poesia, evento di se stesso. In tal modo scompare ogni possibile distinzione di genere tra i “diversi”, viceversa la differenza di ognuno diviene il fulcro del significato dell’opera.
Sulla scena di Nèon non ci si rappresenta, ci si inventa aprendosi alle proprie possibilità/altre. Il dispositivo dell’invenzione di sé viene realizzato dall’essere-insieme degli attori sulla scena. Ogni attore cede la propria identità per comparire come figura che tocca altre figure e così aprire un mondo ed inaugurare un’altra maniera di fare comunità.
Lo spettatore ha la sensazione che ciò che avviene sulla scena stia accadendo in quel momento come un atto sorgivo che si fa parola o gesto. Si ha la percezione di trovarsi dinanzi ad un evento imponderabile come una nascita o una morte.
Chiara Tinnirello “La Grandezza di Vivere”

“Una messa in scena fatta di vita, di sofferenza, di gioia e di conoscenza. Perché solo chi sa raccontare la propria condizione e la vive con gli altri può realizzare un’opera d’arte.”
Dario Fo per Il coraggio è una cosa



LE ULTIME PRODUZIONI


invasioni

anno 2016

INVASIONI

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ciatu

anno 2015

CIATU

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anno 2014

MAGNIFICAT

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Il coraggio è una cosa

anno 2013

IL CORAGGIO È UNA COSA

Regia di Monica Felloni

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